Atletico Minaccia Football Club

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Conferma la sua vena di narratore di razza nonché le notevoli qualità di umorista autentico il ventisettenne napoletano Marco Marsullo nel suo romanzo «Atletico Minaccia Football club». Un esordio alla grande, dopo le prime prove nelle antologie di racconti, nel blog e negli interventi giornalistici. Il romanzo, come si evince facilmente dal titolo, è interamente ambientato nel mondo del calcio. Un calcio minore, quello delle squadrette di Interregionale, fatto di speranze spesso frustrate e sogni a occhi aperti. Il primo a sognare è il mister dell’improbabile squadra del titolo, rinata dalle ceneri di una precedente società sciolta per camorra.

PASSIONE SENTITA – Vanni Cascione fantastica di essere Mourinho che per lui è «la risposta calcistica a Michael Jackson, Elvis e Freddy Mercury». Il «mister» Cascione vagheggia del «collega» portoghese da un terrazzo che guarda il mare di Mondragone («che poi era come assistere a una autopsia»), mentre sua moglie, unta di melanzane fritte e stordita dalle «note spumose di Pupo», armeggia instancabile in cucina durante una sudata villeggiatura. E proprio ispirandosi a Mourinho, ma soprattutto dando ascolto ai consigli della figlia tredicenne, il mister metterà insieme una banda di personaggi da circo, raccontati con funamboliche invenzioni linguistiche, e li trasformerà in una vera squadra. Pronta a combattere e a far diventare «epico» il gioco del pallone. C’è una passione sentita, nel testo di Marsullo.

MALATTIA CALCISTICA – Il calcio come «malattia» che scorre inarrestabile nelle vene; del resto è ampia la schiera di scrittori ammaliati dal pallone, valgano per tutti l’esempio di Soriano e quello nostrano di Maurizio De Giovanni. Il risultato sorprendente è che quando a scrivere di calcio è uno scrittore vero, come accade stavolta, il gioco si trasforma in letteratura e cattura anche lettori che magari tifosi non sono stati e non saranno mai

(Mirella Armiero da Corriere della Sera)

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