Le novità della settimana Einaudi

È una settimana di grandi ritorni in libreria, diversi tra loro ma ugualmente attesi…

Cominciamo da Nicolai Lilin, che a pochi mesi dall’uscita in sala di Educazione Siberiana, il film diretto da Salvatores e interpretato, tra gli altri, da John Malkovich, torna a raccontare le avventure degli adolescenti di Fiume Basso e ci rivela per la prima volta i segreti dei tatuaggi tradizionali siberiani.
In Storie sulla pelle, Accostando parole e immagini (i disegni dei suoi tatuaggi sono stati fotografati per l’occasione da Stefano Fusaro), Lilin ci racconta la vicenda dell’irresistibile Kolima, ragazzino che sogna di diventare tatuatore, e ci guida in un labirinto fatto di simboli, riti e regole durissime, dove s’incontrano arte ed etica.

Per la narrativa straniera esce nei Supercoralli La casa rossa, il nuovo lavoro di Mark Haddon. Dopo Una cosa da nulla e Boom!, l’autore de Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte torna al romanzo con una storia corale fatta di libertà, contraddizioni, amore e profonda umanità.
Due famiglie che trascorrono una settimana in un vecchio cottage per ritrovare quello che hanno perduto, per sfidare la solitudine e il silenzio, nonostante i ricordi ingombranti e la paura del futuro. Otto personaggi che si rincorrono in un piccolo spazio, alla ricerca di un gesto capace di spazzare via anche i segreti meglio custoditi: adulti con molto da perdere, ragazzi che devono ancora capire quale sia il loro posto nel mondo e Benjy, un bambino fantasioso che riuscirà, inconsapevolmente, a illuminare la strada.

Approdati in Italia con Tre secondi (Stile Libero 2010 e NumeriPrimi° 2011) – romanzo premiato in Svezia con il Great Readers Prize come miglior crime del 2010 e accolto con entusiasmo dai lettori italiani -, Anders Roslund e Börge Hellström tornano ad occuparsi, con il consueto ritmo e meticolosa cura dei dettagli, delle indagini dell’ispettore Ewert Grens. Due soldati è la storia di un patto di fratellanza criminale, un thriller dal ritmo serrato ma anche, come ha osservato Liza Marklund, «una feroce critica sociale». Uscito in Svezia in marzo,il romanzo è già entrato nella shortlist per lo Swedish Academy of Crime Writers’ Award 2012.

L’ultima proposta di narrativa arriva di questa settimana arriva dalla Nue. Un giovane principe indiano decide di fuggire nel palazzo dove il padre l’ha confinato per proteggerlo dai mali del mondo e abbandona il suo destino regale per dedicarsi a un’esistenza di meditazione ed eremitaggio: le analogie tra la vicenda del Barlaam e Ioasaf – testo bizantino degli anni intorno al Mille – e quella del Buddha sono state analizzate dagli studiosi già dalla fine dell’Ottocento, ma ad esplicitarle ci ha pensato Robert Volk nella sua edizione critica del 2009. A partire da questo nuovo spunto di ricerca e rinnovando profondamente il loro lavoro del 1980, Silvia Ronchey e Tommaso Braccini firmano un’edizione della Storia di Barlaam e Ioasaf  che restituisce la bellezza del testo originale e svela i complessi rapporti tra Occidente e Oriente che hanno contribuito a plasmare il racconto. Oltre alla revisione stilistica e filologica della traduzione e ad un rinnovato repertorio di note e citazioni bibliche – a cura di Paolo Cesaretti – il volume comprende anche un nuovo saggio introduttivo di Silvia Ronchey: un «avvincente romanzo di filologia», per dimostrare come l’analisi dei testi e della loro traduzione sia in grado di arrivare al cuore dello studio culturale di tradizioni apparentemente distanti e conflittuali.

Torniamo in Stile libero con un libro che rappresenta il puro divertimento del gioco lessicale: in Dando buca a Godot troverete palindromi, fatui virtuosismi, eccentriche parodie, tautogrammi, acrostici… A selezionarli e raccoglierli ci ha pensato Stefano Bartezzaghi, che li ha organizzati in capitoli «tematici», ciascuno introdotto da una scheda di presentazione (con esempi, meccanismi di funzionamento e cenni storici). Un susseguirsi di giochi linguistici che non richiedono, come accade invece per l’enigmistica, l’accettazione di una sfida, ma «pretendendo invece di contagiarci. Dal rebus al virus, si può dire».

A quattro anni da Geografie della memoria, Antonella Tarpino ci guida attraverso i luoghi dell’Italia «spaesata»: dai borghi danneggiati dal sisma dell’Irpinia e dell’Aquila alle cascine della Bassa di Piadena, dalle baite abbandonate dell’antico alpeggio partigiano di Paraloup al monumento ai caduti delle Fosse Ardeatine a Roma, Spaesati (Passaggi) mette a confronto i paesaggi di rovine – «che, a tratti, però, parlano ancora» – con il tempo che stiamo vivendo, un presente «disseminato a sua volta di relitti moderni, fisici e ancor più culturali». Un’esplorazione dei «vuoti» e dei «pieni» della geografia italiana, per ritrovare la misura del nostro tempo.

Arriva dalla PBE la Storia della miniatura di Carl Nordenfalk. Suddivisa in due periodi – l’alto Medioevo, con la presentazione dei principali centri di produzione, e l’età romanica, con lo sviluppo dei principali temi e problemi – l’opera affronta circa otto secoli di storia della miniatura occidentale e, a più di mezzo secolo dalla sua prima pubblicazione, continua ad essere un testo fondamentale della storia dell’arte. Un classico che ancora mancava sul mercato italiano e che, in questa edizione arricchita da un importante apparato iconografico – e dal saggio introduttivo del curatore Fabrizio Crivello, restituisce la rigorosa e brillante trattazione dello studioso svedese.

Conclude l’elenco delle novità di questa settimana Bestiari del Medioevo di Michel Pastoureau. Accompagnato da un ricchissimo corredo iconografico e dalle splendide illustrazioni dei manoscritti miniati di tutta Europa, il saggio di Pastoureau si propone di presentare gli animali più significativi dell’immaginario medievale trattandone la natura, le proprietà e le loro molteplici senefiances, dalla ricostruzione dei fatti più curiosi al loro collegamento a un universo di simboli e tradizioni – dall’epoca greco-latina al Cristianesimo – capace di riportare alla luce lo spirito di un tempo in cui metafore narrative, convenzioni iconografiche, colori e forme erano in grado di trasformare il mantello della tigre in un cielo stellato e l’unicorno in una preda plausibile, reale quanto l’orgogliosissimo cervo. Quadrupedi selvatici, quadrupedi domestici, uccelli, pesci e creature acquatiche, serpenti e vermi: le categorie del bestiario di Pastoureau ricalcano quelle delle classificazioni zoologiche medievali, per un’esplorazione affascinante di un’epoca in cui «il reale è una cosa, il vero un’altra, diversa».

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