Le novità Einaudi della settimana

Dopo il successo di Un calcio in bocca fa miracoli, Marco Presta torna in libreria con il suo nuovo romanzo. In uscita nei Coralli, Il piantagrane è la storia di Giovanni, trentottenne buono, tranquillo, profondamente dedito al suo piccolo vivaio alla periferia della città. Beniamino delle piante, è invece ritenuto insignificante pressoché dalla totalità degli esseri umani.

Finché una mattina al bar, mentre compresso tra impiegati bellicosi e una cinquantenne dal seno vistosamente rifatto cerca di conquistare un cornetto alla marmellata, Giovanni scopre all’improvviso di possedere un dono straordinario, un potere che si innesca automaticamente e riesce a cambiare le persone, facendole «agire secondo logica e buonsenso. Addirittura secondo coscienza». Un dono prezioso ma pericoloso, che trascinerà Giovanni nell’occhio del ciclone, tra servizi segreti, improbabili angeli custodi e la speranza, forse non troppo strampalata, di riuscire a cambiare davvero il mondo. Un libro stralunato e divertentissimo sul potere di sconvolgere – in meglio – le cose.

Ci spostiamo nelle Frontiere che accolgono il ritorno di Jonathan Franzen alla non-fiction. Più lontano ancora raccoglie ventuno meditazioni che affrontano una moltitudine di temi, tra ricordi autobiografici, interventi pubblici, lezioni, saggi brevi e reportage, dalla riflessione letteraria – bellissime, ad esempio, le pagine dedicate ad Alice Munro – a quella sulla comunicazione contemporanea – che cosa accade quando la tecnologia, con la sua valanga di stimoli, ci distoglie dal tipo più prezioso di noia, quella che ci permette di andare alla ricerca di noi stessi? – e sul mestiere di scrivere. Un libro che si interroga ancora una volta su «come stare soli» e, soprattutto, su come rimanere umani.

«Questo non è un saggio giuridico o sociologico. È soltanto un breve pamphlet di libere riflessioni sul tema della dignità», scrive Moni Ovadia nelle prime pagine di Madre dignità, uno scritto provocatorio e appassionato in difesa di un bene prezioso: «l’onore verso se stessi». Da sempre impegnato in battaglie civili e sociali – dal palcoscenico alla scrittura – Ovadia riflette nel suo nuovo libro, in uscita per Stile libero, sull’attributo etico universale, facendo della dignità individuale il fulcro di una società finalmente governata dalla giustizia. Perché, nonostante la dignità sia alla base di molte costituzioni e legislazioni del secondo dopoguerra, la sua estensione pratica, priva di qualsiasi connotazione di origine, condizione sociale, censo ed etnia, è ancora lontana da una piena realizzazione. Facendo riferimento a testi sacri, storie quotidiane e passi memorabili della letteratura, Ovadia racconta gli ultimi e, tra grandi eventi della storia e azioni minute, ci invita a prendere coscienza del baratro nel quale rischiamo di precipitare.

In arrivo nei Passaggi, Sotto una cupola stellata di Margherita Hack è il risultato di un dialogo della grande astrofisica con Marco Santarelli – collaboratore scientifico del Cnr, saggista e ricercatore nel campo della fisica sociale e delle energie rinnovabili. L’universo e la cosmologia, la scienza, la società, la religione e l’etica laica: partendo dalle più recenti scoperte della cosmologia, la Hack riflette sulla nostra crescente capacità di comprendere il funzionamento dell’universo e sul significato di questo susseguirsi di nuove conquiste in rapporto ai grandi quesiti della fede e della morale.

Nella Pbe arriva Anna Detheridge con Scultori della speranza: una guida che esplora, dagli anni Sessanta a oggi, l’evoluzione del «concettuale», un’idea di arte che ha messo in dubbio la funzione stessa della rappresentazione artistica. Un tentativo di meglio definire un pensiero critico interno all’arte, e insieme sollecitare una discussione che valichi i confini della disciplina, «nella speranza che ciascun lettore possa trovare qualche piccola illuminazione o intuizione utile per la propria vita».

Arriva finalmente questa settimana, fuori collana, un libro attesissimo, con cui Einaudi celebra il centenario di una delle più grandi protagoniste della letteratura del Novecento. Da un archivio di oltre 5000 documenti e da 300 lettere di Elsa Morante acquisite successivamente presso i destinatari, il nipote Daniele ha scelto e composto con un lungo e paziente lavoro circa 600 testimonianze esemplari, in massima parte inedite, della corrispondenza della scrittrice con gran parte dei suoi interlocutori più simpatetici e più assidui. Dal segreto, passionale amore inglese degli anni giovanili alle diverse corti di devoti che si sono periodicamente rigenerate attorno alla sua carismatica presenza, dalle infinite complicate sfaccettature della relazione con Moravia alle passioni umane e intellettuali; e poi la sua scrittura, le sue opere, i suoi lettori. L’amata è un libro che restituisce l’immagine più vera di Elsa Morante, creatura affascinante, adorata e idoleggiata, eppure sempre profondamente assetata d’amore.

Infine, accanto a queste novità assolute, torna in libreria in edizione tascabile La controvita di Philip Roth.

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