Vittorio Gassman legge Cesare Pavese

Le poesie di “Verrà la morte” non attingono alla vena epica di “Lavorare stanca2. Dall’oggettivazione narrativa fanno ritorno al soggettivismo lirico, ma trascendono l’antico limite della confessione e dello sfogo nella sottile sapienza d’un linguaggio poetico che si fa numero, immagine, valore musicale.

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