Alix Kates Shulman / IL SENSO DELL’AMORE

Dopo vent’anni di matrimonio la vita improvvisamente cambia per Alix Kates Shulman, romanziera, saggista e una delle storiche femministe americane, il marito cade da un soppalco, non muore, ma riporta gravi danni neurologici. Non una scomparsa quindi, piuttosto un’assenza. La convivenza si modella in una nuova forma, come in una vita parallela in cui il marito è in grado di ricordare il passato, ma è incapace di accumulare nuovi ricordi. Qui non è il passato una terra straniera, bensì il presente.

Il senso dell’amore (Einaudi Stile Libero/Extra, 2012, pp. 212, € 17) non è la via crucis di una donna in perenne sacrificio, ma la storia di una passione amorosa che nemmeno la menomazione di uno dei due è in grado di spegnere. Anzi, l’emergenza estremizza i sentimenti, l’odio e l’amore assumono una purezza pericolosa quanto incantevole, il rapporto rischia il baratro ogni ora, ma ogni ora porta con sé anche un carico di speranza, una qualche possibilità di miglioramento, l’equilibrio è un perenne inciampo. Schulman racconta in prima persona, quasi come un diario, l’evolversi delle condizioni di Scott stretto nel binario di un lento miglioramento neurologico e di un’inesorabile invecchiamento.

L’autrice è sempre presente in prima persona con i propri dubbi e sensazioni: sempre più addentro in una sorta di realtà parallela dalla logica sfuggente che è il mondo dimentico e confuso del marito, la Shulman muta percezione del mondo. Le sue stesse idee hanno bisogno di nuove convinzioni, le spiegazioni non bastano mai: tanto possono apparire banali e scontate le domande che il marito le rivolge, quanto difficili e drammatiche sono le risposte che lei deve dargli e prima di tutto darsi. Il senso dell’amore diventa così una valigia dentro cui contenere infiniti sensi, quello del sacrificio, quello della libertà, quello del dolore, quello della responsabilità, una valigia che non ha spazi infiniti e che non può essere inutilmente appesantita.

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