Le novità della settimana presso il Punto Einaudi di Sondrio

«Sandro Bonvissuto è un autore davvero un po’ speciale, di quelli che inciampano nella letteratura senza volerlo, andando dietro ad altro: alla vita, prima di tutto, e poi ai pensieri, che nella sua scrittura sono centrali. Pensieri strani, che hanno dentro un sedimento che ha impiegato molto tempo a depositarsi, magari sghembi, spiazzanti, spuntati come funghi, ma poi coltivati come ne andasse del senso di tutto. Insomma, si tratta di pensieri pensati a lungo e pensati bene, che non puoi fare a meno di sentire tuoi».
Con queste parole Dalia Oggero ha presentato la nuova proposta della narrativa italiana. E in effetti quello di Sandro Bonvissuto è un romanzo particolarissimo, che segna l’esordio di una voce potente e inconsueta. Lui nella vita ha fatto un po’di tutto: cameriere da molti anni in un’osteria romana; prima lavorava col padre in un mercato ittico, poi ha fatto il parcheggiatore e chissà cos’altro, nel frattempo si è laureato in filosofia con una tesi su Maurice Merlau-Ponty e ha avuto due figli. Dentro è la storia di un uomo raccontata a ritroso, dall’età adulta all’infanzia, attraverso tre momenti capitali della sua vita: l’esperienza del carcere, la nascita casuale di una grande amicizia, il giorno in cui, imparando ad andare in bicicletta, scopre all’improvviso com’è fatto suo padre. Dentro è un libro di immagini folgoranti, semplici nell’accezione migliore, ma è anche un libro di pensieri complessi, resi sulla pagina senza alcun compiacimento stilistico.

Ancora nei Supercoralli, ma per la narrativa straniera, torna l’autore di Pietra di pazienza Atiq Rahimi, premiato con il Goncourt nel 2008. Di nuovo a Kabul dopo un periodo trascorso in Unione Sovietica, tra studio e letteratura russa, Rassul decide di uccidere la vecchia usuraia che costringe Sophia, la sua fidanzata, a prostituirsi. Con la scure in mano, pronta ad abbattersi sul cranio della donna, però, Rassul si accorge di aver già vissuto quel preciso istante attraverso un personaggio di Dostoevskij: sta replicando le gesta di Raskòl’nikov, protagonista di Delitto e castigo. Sconvolto dall’omicidio e dai rimorsi, Rassul fugge per le strade di una Kabul ancora agitata dal conflitto tra comunisti e mujaheddin e resa ancor più labirintica e surreale dal senso di colpa che lo tormenta. Perchè il cadavere dell’usuraia è scomparso? Perchè nessuno sembra volerlo punire per il suo crimine? Come già nel precedente romanzo, in Maledetto Dostoevskij Rahimi trasforma l’Afghanistan in un palcoscenico narrativo concreto e storicamente connotato. Mentre si consumano gli ultimi fuochi della guerra civile e il paese inizia l’ennesima metamorfosi verso la teocrazia, l’autore dà vita a un nuovo Raskòl’nikov, per riflettere sul significato universale di morale e libertà: che valore può avere la giustizia se la violenza ha cancellato ogni valore etico e la legge non ha più alcuna presa sulla realtà?

Completano la proposta di narrativa questa settimana due «classici» della letteratura del Novecento, in uscita negli ET.
Con La signora Dalloway, qui proposto nella nuova traduzione di Anna Nadotti, Virginia Woolf ci regala un grande romanzo lirico, capace di rivelare tutta la precarietà degli esseri umani, feriti dalle circostanze, inermi di fronte alle correnti della sofferenza e della gioia.
Scritto circa sessant’anni dopo da un David Foster Wallace allora appena ventiquattrenne, La scopa del sistema ha rivelato la nascita di un talento straordinario, uno degli scrittori piú originali, coraggiosi e innovativi della sua generazione. Una galleria di personaggi uno piú esilarante e paradossale dell’altro, sullo sfondo di un’America impazzita, grottesca, piú vera del vero.

Esce finalmente questa settimana per Stile Libero Hitch 22, l’attesissima l’autobiografia di uno degli intellettuali più influenti e originali del nostro tempo. Ultimo erede della grande tradizione del giornalismo liberal, polemista, intellettuale acuto e coraggioso, «bastian contrario» e strenuo oppositore di ogni genere di dogmatismo, Christopher Hitchens è scomparso nel dicembre del 2011, ucciso da un tumore. Testimone e impareggiabile commentatore di alcuni fra gli eventi più significativi della nostra epoca, Hitchens ha attraversato gli ultimi quarant’anni di storia delle idee a passo di carica. In questo straordinario libro di memorie pubbliche e private – introdotto da uno scritto sull’esperienza della malattia, raccontata con toccante lucidità e con la consueta, ironica intransigenza – Hitchens ripercorre i grandi temi e le feroci battaglie, gli aneddoti e le invettive, le provocazioni e le cause perse che hanno contraddistinto la sua carriera giornalistica e segnato la sua vicenda personale, e ci regala un sorprendente viaggio intellettuale e ribelle attraverso la storia contemporanea.

Ospitato dai Passaggi Einaudi, Paolo Griseri – giornalista che dagli anni Ottanta ha seguito le vicende Fiat prima per «il Manifesto» e poi per «Repubblica», e autore per Einaudi, nel 2010, di La sfida, libro-intervista a Sergio Chiamparino –ricostruisce il mosaico di decisioni, strategie, retroscena, lati oscuri ed eventi che hanno portato la Fiat a risollevarsi dalla crisi profonda di fine anni Novanta e a partire, in un ribaltamento di fronti sorprendente, alla «conquista» dell’America. Gli ultimi dodici anni di storia del Lingotto diventano, per Griseri, paradigma delle trasformazioni attraversate dall’intero Paese: se oggi l’Italia è un po’ più aperta a quel che accade nel resto del mondo lo dobbiamo anche alla rotta imposta da Sergio Marchionne e, allo stesso tempo, se oggi siamo un paese in cui licenziare è più facile e la dialettica sindacale ha perso rilevanza lo dobbiamo ancora una volta al nuovo corso della Fiat. La Fiat di Marchionne è un libro per esplorare l’avventura di un’impresa che ha saputo reinventarsi e che sembra destinata, così come è accaduto nei suoi primi cento anni d’attività, a rappresentare il punto di riferimento e il simbolo dei cambiamenti dell’economia italiana.

Ancora per i Passaggi, torna il generale «insolito», la «voce fuori dal coro» della saggistica geopolitica italiana: in quarantatre anni di servizio militare Fabio Mini è venuto a contatto con tutti gli apparati di sicurezza del mondo. In questo libro ha utilizzato perciò la propria esperienza per scoprire qualcosa che chi scrive di geopolitica in genere trascura: l’influenza della guerra, dei mezzi della guerra, della storia della guerra sulle vicende dei popoli e delle terre in cui vivono. La scoperta è banale e sorprendente al tempo stesso: il Mediterraneo non è un mare e non ha una frontiera liquida che si può espandere a piacimento. È un insieme di terre, popoli e culture diverse impregnati di sentimenti e atti di guerra. Unendo l’ottica militare a quella socio-politica, il generale Mini ci aiuta a scoprire le ragioni delle infinite guerre mediterranee e i possibili sviluppi di quelle a cui stiamo assistendo.

Pubblicato in Italia nel 1999, Liberalismo politicodi John Rawls segnava una svolta decisiva nel suo pensiero, riformulando la sua teoria della giustizia come equità alla luce dell’effettiva realtà delle moderne società democratiche entro cui coesistono una pluralità di dottrine inconciliabili tra loro. Questa nuova edizione, in uscita nella PBE, propone una nuova introduzione dell’autore e due nuovi capitoli: uno è la risposta articolata e convincente ad alcune obiezioni mossegli da Habermas, l’altro è uno degli ultimi e decisivi saggi, in cui Rawls corregge, raffina e mette a punto alcune idee contenute nel libro.

Vertere di Maurizio Bettini è il secondo titolo proposto questa settimana dalla Piccola Biblioteca Einaudi. Bettini si interroga sul significato della traduzione nelle diverse culture, e evidenzia come ciascuna di esse faccia ricorso a paradigmi culturali specifici, spesso anche molto diversi fra loro. Se noi occidentali, quando «traduciamo», ci immaginiamo di «portare al di là» un certo significato, in India si pensa invece di crearne una «apparenza illusoria»; mentre in Nigeria si tratta piuttosto di «rompere» l’originale per poi «raccontarlo» nella lingua di arrivo. E attraverso quest’analisi, comprendiamo finalmente alcune categorie fondamentali che oggi appaiono inseparabili dalla pratica moderna occidentale della traduzione: «fedeltà» vs «libertà», «parola per parola» vs «a senso», e cosí via.

Torniamo infine nei tascabili per presentare la nuova edizione della celebre Lettera a Meneceo di Epicuro, conosciuta come Lettera sulla felicità. In poche pagine, il filosofo di Samo invita tutti noi a imparare l’arte di godere dei veri piaceri, allontanandoci dai desideri ingannevoli che procurano insoddisfazione e dolore. Pubblicata qui con testo a fronte, nella fortunata traduzione di Angelo Pellegrino e accompagnata da le Massime capitali, il Gnomologium Vaticanum Epicureume la Vita di Epicuro redatta da Diogene Laerzio.

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