Le novità Einaudi della settimana

Di quante cose è fatto un anno di vita? Andrea Bajani, Michela Murgia, Paolo Nori e Giorgio Vasta hanno provato a rispondere a questa domanda con una staffetta letteraria durata un anno: tra ricordi, osservazioni estemporanee, istanti da rendere indelebili, associazioni d’idee, assurdità e sorprese del quotidiano, affetti e rabbia, i quattro scrittori costruiscono, mese dopo mese, un diario collettivo capace di parlare a tutti noi. Mescolando pubblico e privato, cronaca del tempo intimo e osservazione civile, ironia e sentimenti, Presente, in uscita nei Coralli, percorre il 2011 che ci siamo alle spalle, e si rivela un imprevedibile almanacco del nostro tempo, anche di quello futuro.

Ancora per la narrativa italiana, arriva invece da Stile Libero l’esordio – potente, personalissimo, pieno d’invenzione – di Tommaso Giagni, classe 1985. L’estraneo è un mezzosangue, allevato dalla Roma bene ma partorito dalla borgata. Quando la vita lo mette faccia a faccia con il fallimento, decide di ricominciare da zero, e di provare a trovare un riscatto proprio nel mondo da cui suo padre voleva affrancarlo. Nell’estrema periferia della capitale, l’estraneo prova disarmato e maldestro a «dare del tu alla vita», cercando ostinatamente un’identità.

Infine, negli ET, torna questa settimana in libreria un grande romanzo italiano, vincitore dello Strega nel 1969: Le parole tra noi leggere, forse il libro di maggior successo di Lalla Romano, racconta minuziosamente il rapporto della scrittrice con il figlio negli anni misteriosi e difficili dell’infanzia e dell’adolescenza. Un romanzo coraggioso, che si affranca dallo stereotipo della «narrativa femminile» e segna l’aprirsi di una nuova strada nella carriera letteraria della Romano.

Per la narrativa straniera, esce nell’Arcipelago Il libro dei brevi amori eterni, dall’autore de Il testamento francese, Andreï Makine. In otto capitoli l’autore racconta altrettanti momenti della vita di un uomo, segnati dall’amore di, o per, una donna. Otto storie d’amore spesso fugaci, ma appassionate e appassionanti, che lasciano impronte indelebili nell’esistenza del protagonista, e ci ricordano che i legami sono tutto ciò che di noi sopravviverà all’implacabile procedere della Storia.

Arriva negli ET l’opera d’esordio di Chimamanda Ngozi Adichie (di cui Einaudi ha già pubblicato Metà di un sole giallo, con cui la giovane autrice ha vinto l’Orange Prize nel 2007). L’ibisco viola, amato da  J. M. Coetzee, è la storia dei fratelli Kambili e Jaja in una Nigeria sull’orlo della guerra civile. Le trasformazioni sociali e politiche del neocolonialismo in un romanzo di formazione che scorre in equilibrio sulla linea sottile che separa l’infanzia dall’età adulta.

Capolavoro del futurismo russo, e tra i testi più significativi della letteratura russa del Novecento, approda nella Collezione di Poesia La nuvola in calzoni di Vladimir Majakovskij, tradotto e commentato da Remo Faccani. Passione amorosa, spirito di rivolta, polemica letteraria, utopie rivoluzionarie confluiscono in questo poemetto incalzante e provocatorio che Majakovskij compose poco più che ventenne, e che, come scrive il curatore, appare «frutto di una maturità sbalorditivamente precoce».

Numerose, questa settimana, sono anche le proposte della saggistica.
Nelle Vele torna il celebre costituzionalista Gustavo Zagrebelsky, che ci guida in un percorso interpretativo dei simboli politici, analizzando i loro meccanismi di costruzione, le funzioni e i significati, e mette in luce la loro capacità – fondamentale, più che mai in questo momento storico – di produrre concretamente fiducia e speranza in un futuro per cui valga la pena cooperare.

La PBE arriva in libreria con tre nuovi titoli. Dopo il sorprendente A cosa serve Michelangelo?, Tomaso Montanari prova a rispondere a un’altra questione complessa della nostra Storia dell’arte: in che modo la discussa categoria storiografica e stilistica Barocco può essere usata per definire l’arte italiana ed europea del Seicento? Un percorso lungo un secolo, che senza rinunciare alle suggestioni di una sintesi interpretativa codificata nei secoli, analizza puntualmente le singole opere d’arte (da Caravaggio a Rubens, da Bernini a Rembrandt a Velázquez) e ci mostra le tante ragioni che ci spingono a vedere proprio in quel periodo le radici della nostra modernità.

Per i Classici della Filosofia, entra nel catalogo Einaudi uno degli ultimi scritti di Nietzsche, Genealogia della morale, testo che pare acquistare con il tempo una sempre maggiore attualità. Arricchito da una prefazione di Pier Aldo Rovatti, questo «scritto polemico» disegna le contraddizioni del nostro presente. Un libro per tutti, da leggere e da «usare».

Tre dei nostri più grandi storici della scienza sono gli autori di un libro insolito attorno a un’invenzione che ha permesso all’uomo di trascendere i limiti sensoriali a lui imposti dalla natura: con Il telescopio di Galileo Massimo Bucciantini, Michele Camerota e Franco Giudice ci accompagnano istante per istante in una vicenda complessa e sofferta, attorno alla quale ruotano i destini di molti personaggi: Galileo naturalmente, e poi Paolo Sarpi, Johannes Kepler, Rodolfo II, Enrico IV e Giacomo I, e ancora poeti e artisti come John Donne e Jan Brueghel. Lettere, documenti, e una narrazione che ha il passo avvincente di un romanzo, per raccontare una rivoluzione che ha valicato i confini della scienza astronomica e ha coinvolto l’arte, la filosofia, la teologia.

Infine, Donatella Puliga, antropologa, e Silvia Panichi, archeologa e storica dell’arte, sono le autrici di Roma (in uscita negli ET), una guida che, con approccio scientifico e narrativo, ripercorre i fasti della Roma antica attraverso i suoi monumenti più significativi, dalla fondazione alla fine dell’Impero. Dal tempio di Giove Capitolino all’Ara Pacis, dal Santuario di Vesta al Colosseo, e ancora il sepolcro degli Scipioni, il Foro di Cesare, la Domus Aurea, la Colonna Traiana, le Terme di Caracalla, l’Arco di Costantino: il racconto affascinante di una città che non smetterà mai di incantare

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