Arcipelago Einaudi

Fotografia di Federico Novaro

Compie dieci anni la collana “L’Arcipelago” di Einaudi, che festeggia con la consapevolezza della propria “estrema attualità editoriale” nonostante il decennio di vita e le circa sessanta uscite. “L’arcipelago”, infatti, raccoglie testi brevi (e di qualità) a un prezzo contenuto. Insomma, proprio quello che in questi tempi difficili per il mercato librario (e non solo) i lettori sembrano cercare, “costringendo” gli editori ad adattarsi alle nuove esigenze. Negli anni  “L’Arcipelago” ha ospitato titoli molto diversi tra loro come, per citarne solo alcuni, “Piccolo inferno torinese” di Guido Ceronetti, “Tu, sanguinosa infanzia” di Michele Mari, “La magnifica merce” di Walter Siti, “Storie di uno scemo di guerra”  di Ascanio Celestini, “Sirene” di Laura Pugno, “L’ultimo viaggio di Sindbad” di Erri De Luca, fino al recente bestseller “Mare al mattino” di Margaret Mazzantini. Non solo narrativa pura, ma anche testi “ibridi”. De L’Arcipelago abbiamo parlato con Paola Gallo, editor della narrativa italiana Einaudi (che risponde quindi solo in riferimento al suo ambito di competenza; della narrativa straniera della collana, infatti, si occupa l’editor Andrea Canobbio, ndr).

Come sintetizzerebbe l’evoluzione della collana “L’Arcipelago” in questi primi dieci anni di apprezzata presenza in libreria?
“Per usare un’espressione domestica, l’Arcipelago è la collana che mi sta più simpatica: la meno capricciosa, la più adattabile. Ci ha consentito negli anni, grazie alla sua versatilità, di pubblicare testi diversissimi: dai piccoli libri di grandi autori (come Stagioni di Rigoni Stern, il primo vero bestseller della collana), alla valorizzazione del catalogo (Casa d’altri, che continuiamo a ristampare, o il bellissimo La ragazza perduta di Salvatore Mannuzzu), dagli esordi di autori che sono poi approdati ai Coralli, o ai Supercoralli (Bajani, De Silva, Ziarati, Santangelo…), ai libri eccentrici, con scommesse fortunatissime come i Momenti di trascurabile felicità di Francesco Piccolo. Di volta in volta, il bianco brossurato della collana si è fatto così discreto da ospitare libri sconosciuti, magari non destinati a un grande pubblico, o così squillante da trovare spazio alla cassa delle librerie, com’è successo a Natale con Mare al mattino. La sua natura di collana-laboratorio non mi sembra sia mutata nel tempo: a volte raccogliendo dei segnali ancora quasi inavvertiti, a volte anticipando percorsi e tendenze, ma rimanendo sempre quello per cui era nata, un arcipelago di proposte, appunto. E così ci piacerebbe che rimanesse. E’ ovvio che in questo momento le collane a prezzo basso hanno una potenzialità che va sfruttata, ma accanto ai piccoli libri a grande tiratura noi continueremo a pubblicare racconti e romanzi più intimi e segreti, o a riproporre titoli che rischierebbero di andare perduti”.

La narrativa breve di qualità e a prezzi contenuti in questo momento attrae i lettori più che in passato: è una tendenza destinata a durare nel tempo?
“Chi può saperlo? Certo il fattore del prezzo in un momento come questo è una discriminante forte, ma non credo sia una tendenza da inseguire a tutti i costi. I romanzi brevi possono essere meravigliosi e perfetti, ma il desiderio di narrazioni ampie, articolate, fluviali, è legato profondamente al piacere della lettura – così come la ricerca della complessità – e non credo (non spero) sia destinato a cedere il passo tanto facilmente. La polverizzazione dell’attenzione porta forse a un consumo più rapido, e questo spiega la crescente proposta di testi brevi (come per esempio il fiorire di racconti in e-book a 0.99), ma poi alla fine quel che vale è il contenuto. La verità è che ogni storia ha la sua durata e il suo tempo, ed è questa la misura che gli editori devono proporre. Le diverse collane esistono proprio per questo. Chissà che però queste nuove forme non abituino i lettori ad amare di più i racconti, che in Italia hanno così pochi estimatori…”.

Quali saranno le prossime uscite di narrativa italiana de  “L’arcipelago”?
“A giugno uscirà L’incontro, di Michela Murgia. E’  un piccolo romanzo incendiario, nato per il Corriere della Sera e poi cresciuto fino a diventare un irresistibile racconto di formazione, caustico, perfido e profondo. Seguiranno, in autunno, una sorprendente rilettura dell’Antigone di Valeria Parrella, e Mabel dice sì, di Luca Ricci, un autore la cui scrittura limpida e tagliente sembra fatta apposta per questa collana”.

di Antonio Prudenzano

(da affaritaliani.it)

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