Le novità della settimana Einaudi

Manuela Paris ha il corpo forte di un’atleta e un sorriso disarmante da bambina. Ha comandato un plotone di trenta uomini in una base avanzata nel deserto afghano, e adesso cammina lungo la spiaggia di Ladispoli, aiutandosi con delle stampelle: sopravvissuta a un terribile attentato, Manuela è tornata a casa. Non ha neppure ventotto anni e ha già troppi ricordi che vorrebbe cancellare, invece gli occhi dei suoi soldati chiusi dentro il Lince, in quel labirinto di polvere e di pietre, se li porta dietro sempre, insieme alla paura, ai dubbi, al disinganno e al dolore.


Ogni sera Manuela esce sul balcone e si accende una sigaretta. Dall’altra parte della strada, sul terrazzo dell’Hotel Bellavista, Mattia Rubino fa la stessa cosa. Proprio l’incontro di queste due esistenze, ognuna sospesa nel suo personale limbo, sarà l’occasione per capire come si fa a ricominciare a vivere.
A sette anni dal successo di Un giorno perfetto, Melania Mazzucco (Premio Strega nel 2003 con Vita, Premio Viareggio-Tobino 2011, tradotta in 23 paesi) passa a Einaudi con Limbo, un grande romanzo che è insieme cronaca, affresco e diario intimo, e che ha al centro un personaggio femminile fortissimo. Una storia d’amore e di perdita, di morte e di rivolta, un’avvincente epica contemporanea che ci interroga sulle nostre responsabilità di uomini.

E insieme a Limbo, arriva in libreria, accompagnato da una nuova prefazione dell’autrice, Lei così amata, pubblicato per la prima volta nel 2000. Muovendosi sapientemente tra verità e invenzione, Melania Mazzucco ci regala un altro straordinario ritratto femminile: quello di Annemarie Schwarzenbach, scrittrice, archeologa, fotografa, giornalista, una donna colta, raffinata e bellissima, che «sembrava incarnare tutta la storia d’Europa». La sua fu una vita irregolare e scandalosa, che la Mazzucco trasfigura in una folgorante prova narrativa.

Stile Libero presenta invece L’aspra stagione, in cui Mauro Favale e Tommaso De Lorenzis ricostruiscono la vita, le contraddizioni, l’impegno di Carlo Rivolta, il giornalista giovanissimo che – scrivono i Wu Ming – «raccontò lo sbandamento dei tardi anni ’70, il grande e cupo impazzimento prima della risacca, tra sequestro Moro, inchiesta «7 Aprile» e storie di crimine organizzato. Nei suoi articoli, voci gridano prima di cadere nel silenzio, pallottole spaccano cuori, l’eroina invade le strade ed entra persino in fabbrica, tempio violato dell’integerrima classe operaia. Trent’anni piú tardi, De Lorenzis e Favale, segugi a caccia di un segugio, fiutano l’usta in giro per Roma, intervistano, incollano ritagli e scrivono una storia centrifuga, dove nessuna complessità è sacrificata alla reticenza, nessun dolore viene taciuto».

Proprio i Wu Ming tornano in libreria questa settimana nella collana NumeriPrimi°, con l’edizione tascabile di Q, con cui il collettivo esordiva a nome Luther Blissett. Pubblicato in tredici lingue e in venti paesi, Q è un grande affresco nel quale si muovono predicatori, mercenari, banchieri, stampatori di libri proibiti, principi e papi, e che si estende dalla Germania di Lutero al regno anabattista di Münster, dai mercati di Anversa alle città italiane insidiate dall’Inquisizione.

Arrivano in edizione tascabile anche Solar – da molti considerato il miglior romanzo di Ian McEwan – (NumeriPrimi°), e Il sangue di Montalcino (ET) di Giovanni Negri, un giallo classico, divertito e pungente, che con suspense e ironia apre molto piú di uno spiraglio sul mondo internazionale del vino e sui suoi retroscena piú nascosti.

Altre due importanti uscite riguardano invece la saggistica.
In Terremoti finanziari, pubblicato nel 2010 negli Stati Uniti e premiato come miglior libro economico dell’anno dal Financial Times, Raghuram Rajan racconta la crisi globale facendo piazza pulita delle spiegazioni superficiali e populiste, e riordinando la ragnatela di cause in uno schema logico di rigorosa chiarezza.
In Credere e conoscere Il cardinale Carlo Maria Martini – già autore per Einaudi di Vivere i valori del Vangelo e, con Gustavo Zagrebelsky, de La domanda di giustizia – e Ignazio Marino – chirurgo di fama internazionale e autore di Credere e curare e Nelle tue mani – si confrontano sulle questioni aperte del nostro tempo, dall’inizio della vita – fecondazione artificiale e ricerca sulle cellule staminali – alla sessualità – il celibato dei sacerdoti e il riconoscimento dei diritti civili alle coppie omosessuali -, fino al lungo approfondimento sull’eutanasia, argomento «simbolo» della divergenza apprentemente incolmabile tra Chiesa e comunità scientifica. Un dialogo aperto e sincero sulle grandi «battaglie» etiche che da sempre dividono il mondo cattolico da quello scientifico capace di allontanare il dogmatismo e aprire la strada a una riflessione autentica, profonda e necessaria.

Infine, a venticinque anni dalla morte di Primo Levi, Einaudi presenta una nuova edizione, fuori collana, di Se questo è un uomo. Un’edizione critica, curata da Alberto Cavaglion, indispensabile per tutti gli studiosi di Primo Levi e per chi voglia approfondire la lettura di un’opera chiave del Novecento.

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