Cesare De Seta / Quel collezionista dei disegni del mondo

In rue Saint-Jacques, nel cuore di Parigi, c’ era la bottega dei Mariette, rinomata per la vendita di libri rari, stampe e disegni. Pierre-Jean Mariette era parte di questa dinastia: nato nel 1694, divenne il più celebre collezionista di stampe e disegni del secolo dei Lumi. La reputazione della sua collezione di disegni è stata per mercanti e storici dell’ arte una leggenda che si è diffusa per l’ Europa.

Mariette fino al 1750 aveva svolto il suo lavoro di mercante col padre Pierre, acquistando disegni di artisti francesi, italiani e nordici con una probità e una passione che gli conferirono un’ indiscussa autorità. La sua educazione come disegnatore e incisore gli consentì d’ avere un rapporto diretto con la sua passione: giovane era stato a Vienna per catalogare la collezione di stampe del Principe Eugenio di Savoia. Poi, assecondando il rito del Grand Tour, aveva viaggiato per l’ Italia: a Bologna, Venezia e Roma aveva conosciuto artisti e personalità di spicco. Rientrato a Parigi, ebbe intensi rapporti d’ amicizia con il conte di Caylus, grande collezionista e erudito, e con il ricchissimo Pierre Crozat alla cui morte redasse il catalogo della collezione. Gli scritti di Mariette, per larga parte inediti, spaziano da Leonardo a Bouchardon, ma non riuscì a concludere la storia universale dell’ incisione a cui s’ era dedicato per l’ intera vita. La sua collezione nel corso del regno di Luigi XV rimase ineguagliata: non solo artisti contemporanei come Natoire e Hubert Robert, ma anche Poussin, Watteau, Rubens, Velázquez e soprattutto italiani. Tra i quali spiccano Michelangelo, Raffaello, i Carracci, Bernini e i veneziani. Mise assieme circa diecimila pezzi, in cui figurano non solo sommi maestri, ma anche figure di secondo piano: ché la sua ambizione era di redigere un’ enciclopedica storia del disegno dalle origini. Un disegno storiografico per i suoi tempi precorritore e audacissimo. Naturalmente in questa impresa fece valere il suo “infallible oeil”, come scrisse Chastel, così scoprì personalità appannate o del tutto sconosciute. I suoi disegni, ordinati per scuole e tipologie, sono marcati da una M cerchiata e impaginati su cartoncini blu e cornici a filo dorato di grande eleganza. Alla sua morte nel 1774, la Corona, tramite Charles-Nicolas Cohin, cercò di acquistare questo tesoro, ma gli eredi preferirono indire un’ asta che si tenne tra il novembre del 1775e il gennaio successivo. Il catalogo fu redatto da PierreFrançois Bazan e l’ asta in 42 sedute ebbe un eccezionale successo per un totale di circa 300 mila livres. Fare il catalogo di questa collezione è stato il progetto che per decenni ha perseguito Pierre Rosenberg, con la collaborazione di Laure Barthélemy-Labeeuw, che ha curato per Electa, in coincidenza con la mostra al Louvre, i primi due volumi dedicati alla École française. I tomi di grande formato in cofanetto raccolgono 3300 disegni circa e li offrono, perfettamente riprodotti, con ampia introduzione, schede e apparati filologici impeccabili. A questi tomi ne seguiranno tre dedicati alla scuola italiana, e uno per i disegni olandesi, fiamminghi e tedeschi. Non resta che il piacere di sfogliare queste pagine e sceglierò secondoi miei gusti. Parto da Hubert Robert in cui figurano rinomate antichità a Roma e capricci, stranamente pochi i Fragonard, da associare alle sanguigne di Jacques François Amand e alle magnifiche marine di Adrien Manglard. Del secolo d’ oro figurano fogli di piccole dimensioni a inchiostro e matita di Claude Lorrain, numerosissimii disegni di Charles Le Brun i cui soggetti vanno dai ritratti ai nudi; il folto gruppo dei Poussin sono croce e delizia per gli specialisti. Una gioia le scene architettoniche di Adam Pérelle con i più celebri castelli di Francia, con un tratto di penna sottile che preludono al rame. Solo stupefacente si può definire l’ in-folio con 70 Jacques Callot. Sorprendente per originalità e brio l’ album per i balletti di Daniel Rabel che ci mostrano come fosse alla moda l’ esotismo delle Americhe, dell’ Africa e dell’ Asia. Accompagna i tomi la riproduzione de La vente Mariette, del Museum of Fine Arts di Boston, catalogo illustrato da Gabriel de Saint-Aubin nel corso dell’ asta. Il piccolo gioiello contiene efficaci disegni e informazioni di Saint-Aubin, preziosi per ricomporre la collezione, di cui scrive con perizia Colin B. Bayle.

(da La Repubblica)

Pierre Rosenberg                                                                                        Les dessins de la collection Mariette                                               600,00 euro

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